Prevenzione della Corruzione

Piano triennale di prevenzione della corruzione, e Relazioni sui risultati dell'attività svolta.

Il Piano triennale di prevenzione della corruzione, disciplinato dalla Legge 190/2012, costituisce lo strumento attraverso il quale le Amministrazioni devono prevedere, sulla base di una programmazione triennale, azioni e interventi efficaci nel contrasto ai fenomeni corruttivi concernenti l'organizzazione e l'attività amministrativa.

Si pubblicano i Piani approvati nonchè le Relazioni sui risultati dell'attività in materia di anticorruzione.

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Anno 2016

Anno 2015

Anno 2014


Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT)

Il Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) è il Segretario Comunale Dott. Daniele Macciotta.

Atti nomina anni precedenti


 

Provvedimenti adottati dall'ANAC ed atti di adeguamento a tali provvedimenti

Attualmente non risultano provvedimenti emessi dall'ANAC in materia di Vigilanza e Controllo nell'anticorruzione.


Whistleblowing

L'art. 1, comma 51 della legge 6 novembre 2012, n. 190 ha disciplinato per la prima volta nella legislazione italiana la figura del whistleblower, con particolare riferimento al "dipendente pubblico che segnala illeciti", al quale viene offerta una parziale forma di tutela. Nell'introdurre un nuovo art. 54-bis al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, si è infatti stabilito che, esclusi i casi di responsabilità a titolo di calunnia o diffamazione, ovvero per lo stesso titolo ai sensi dell'articolo 2043 del codice civile italiano, il pubblico dipendente che denuncia all'autorità giudiziaria italiana o alla Corte dei conti, ovvero riferisce al proprio superiore gerarchico condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro, non può essere sanzionato, licenziato o sottoposto a una misura discriminatoria, diretta o indiretta, avente effetti sulle condizioni di lavoro per motivi collegati direttamente o indirettamente alla denuncia.

Inoltre, nell'ambito del procedimento disciplinare, l'identità del segnalante non può essere rivelata, senza il suo consenso, sempre che la contestazione dell'addebito disciplinare sia fondata su accertamenti distinti e ulteriori rispetto alla segnalazione. Si è tuttavia precisato che, qualora la contestazione sia fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione, l'identità può essere rivelata ove la sua conoscenza sia assolutamente indispensabile per la difesa dell'incolpato, con conseguente indebolimento della tutela dell'anonimato. L'eventuale adozione di misure discriminatorie deve essere segnalata al Dipartimento della funzione pubblica per i provvedimenti di competenza, dall'interessato o dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative nell'amministrazione nella quale le discriminazioni stesse sono state poste in essere.

Il Comune di Sardara ha attivato il servizio di segnalazione mediante adesione alla piattaforma gratuita messa a disposizione da Transparency International Italia. Le segnalazioni sono visibili soltanto dal Responsabile della prevenzione della corruzione. L'indirizzo internet per accedere alla piattaforma è il seguente:

https://comunedisardara.whistleblowing.it/#/

 

 

Atti di accertamento delle violazioni

Non risultano atti di accertamento delle violazioni delle disposizioni di cui al D.Lgs. 39/2013.


Ultimo aggiornamento: 4 novembre 2020   1:20